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Guida normativa

Cos'è l'European Accessibility Act (EAA)

La normativa europea sull'accessibilità digitale spiegata in chiaro: cosa prevede, chi riguarda in Italia, quali sono le scadenze e le sanzioni, e il significato dei termini che incontrerai più spesso.

La definizione

L'European Accessibility Act (EAA) è la Direttiva UE 2019/882 che impone requisiti di accessibilità a prodotti e servizi digitali offerti ai consumatori nell'Unione Europea. In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 82/2022, in vigore dal 28 giugno 2025.

Lo standard tecnico di riferimento è la norma EN 301 549 (versione 3.2.1), che per i contenuti web e i documenti rimanda alle linee guida WCAG 2.1 livello AA. I requisiti riguardano tutti i canali digitali del servizio: sito web, area clienti e anche i documenti PDF pubblicati.

La conformità si dimostra pubblicando una Dichiarazione di Accessibilità, un'autovalutazione che va aggiornata ogni anno e su cui AGID vigila con controlli a campione.

Chi è obbligato in Italia

Gli obblighi di accessibilità in Italia derivano da tre fonti normative che si sommano:

Pubblica Amministrazione

Tutte le PA sono obbligate dalla Legge Stanca (L. 4/2004), indipendentemente da dimensione e fatturato.

Grandi soggetti privati

I privati con fatturato medio oltre 500 milioni di € negli ultimi tre anni sono obbligati dal D.L. 76/2020.

Operatori dei settori EAA

Dal 28 giugno 2025, tutti gli operatori che offrono ai consumatori servizi nei settori dell'European Accessibility Act: banche, e-commerce, trasporti, comunicazioni elettroniche, e-book e audiovisivi (D.Lgs. 82/2022).

Microimprese: esenti

Sono esenti dagli obblighi EAA le microimprese con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di € di fatturato annuo.

Le scadenze

28 giugno 2025
L'European Accessibility Act è in vigore da questa data: i servizi coperti devono già rispettare i requisiti di accessibilità.
23 settembre, ogni anno
La Dichiarazione di Accessibilità si pubblica e si aggiorna ogni anno entro il 23 settembre, comunque almeno ogni 12 mesi e a ogni modifica rilevante del servizio.
5 anni
Le evidenze delle verifiche di accessibilità vanno conservate per almeno 5 anni.

Le sanzioni

5.000–40.000 €

fino al 5% del fatturato per i soggetti oltre 500 mln € (L. 4/2004)

Le sanzioni previste dal D.Lgs. 82/2022 vanno da 5.000 a 40.000 €. Per i soggetti privati con fatturato medio oltre 500 milioni di €, la Legge 4/2004 (art. 3, comma 1-bis) prevede fino al 5% del fatturato, dopo diffida AGID non sanata. In caso di non conformità persistente si arriva al ritiro del servizio dal mercato.

La Dichiarazione di Accessibilità è un'autovalutazione, ma AGID vigila con controlli a campione: una dichiarazione falsa non protegge, è essa stessa una non conformità.

Glossario essenziale

I termini che incontrerai leggendo di accessibilità digitale e conformità EAA.

EAA (European Accessibility Act)
La Direttiva UE 2019/882 sui requisiti di accessibilità di prodotti e servizi offerti ai consumatori. In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 82/2022 ed è in vigore dal 28 giugno 2025.
D.Lgs. 82/2022
Il decreto legislativo italiano che recepisce l'EAA: estende gli obblighi di accessibilità agli operatori privati dei settori coperti e prevede sanzioni da 5.000 a 40.000 €.
EN 301 549
Lo standard tecnico europeo che definisce i requisiti di accessibilità per web, documenti e software. La versione 3.2.1 è il riferimento per l'EAA e, per i contenuti web, rimanda alle WCAG 2.1 livello AA.
WCAG 2.1 AA
Le Web Content Accessibility Guidelines del W3C, versione 2.1, livello AA: l'insieme di criteri di accessibilità che i contenuti web devono rispettare per essere conformi allo standard richiesto dall'EAA.
Legge Stanca (L. 4/2004)
La legge italiana sull'accessibilità digitale: obbliga la Pubblica Amministrazione e, per effetto del D.L. 76/2020, i soggetti privati con fatturato medio oltre 500 milioni di € negli ultimi tre anni.
AGID
L'Agenzia per l'Italia Digitale: vigila sulle Dichiarazioni di Accessibilità con controlli a campione.
Dichiarazione di Accessibilità
L'autovalutazione obbligatoria sullo stato di accessibilità di un sito o servizio. Si pubblica e si aggiorna ogni anno entro il 23 settembre, comunque almeno ogni 12 mesi e a ogni modifica rilevante.
Microimpresa
Impresa con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di € di fatturato annuo. Le microimprese sono esenti dagli obblighi dell'EAA.
Overlay di accessibilità
Script di terze parti che modifica l'aspetto della pagina lato client. Non rende il sito conforme: la conformità richiede la correzione strutturale del codice sorgente.
PDF accessibile (PDF/UA)
Un PDF con struttura taggata, lingua e titolo dichiarati, testi alternativi per le immagini e ordine di lettura corretto. I PDF pubblicati nei canali digitali rientrano nei requisiti di accessibilità dello standard EN 301 549.

Domande frequenti

Cosa rischia una banca non conforme all'EAA?

Le banche rientrano tra i settori coperti dall'European Accessibility Act. Le sanzioni vanno da 5.000 a 40.000 € (D.Lgs. 82/2022); per i gruppi con fatturato oltre 500 milioni di € si arriva fino al 5% del fatturato (L. 4/2004). In caso di non conformità persistente si arriva al ritiro del servizio dal mercato.

L'EAA vale anche per i PDF?

Sì. Lo standard EN 301 549 copre anche i documenti: i PDF pubblicati nei canali digitali di un servizio coperto dall'EAA devono rispettare i requisiti di accessibilità, come struttura taggata, lingua, titolo e testi alternativi.

La mia PMI è obbligata?

Dipende. Le microimprese con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di € di fatturato sono esenti dagli obblighi EAA. Le altre imprese che offrono ai consumatori servizi nei settori coperti — banche, e-commerce, trasporti, comunicazioni elettroniche, e-book e audiovisivi — sono obbligate dal 28 giugno 2025.

Quando va aggiornata la Dichiarazione di Accessibilità?

Ogni anno entro il 23 settembre, comunque almeno ogni 12 mesi e a ogni modifica rilevante del servizio. Le evidenze delle verifiche vanno conservate per almeno 5 anni.

Basta un tool automatico per dimostrare la conformità?

No. I tool automatici coprono solo una parte dei criteri WCAG: una parte dei requisiti richiede verifica manuale. Un buon strumento dichiara con chiarezza cosa ha verificato in automatico e cosa resta da controllare manualmente.

Gli overlay di accessibilità rendono conformi?

No. Gli overlay modificano l'aspetto della pagina lato client senza correggere il codice sorgente: la conformità richiede la correzione strutturale dei problemi rilevati.

Come si passa da un audit one-shot al monitoraggio continuo?

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